La Trieste Opicina

Una gara di regolarità di autostoriche, come la Leggendaria, non può certo esimersi dal ripercorrere uno dei tracciati che hanno fatto la storia dell’automobilismo nazionale e internazionale. Per tale ragione il comitato organizzatore si è impegnato a far ripercorre il tracciato di quella che fu una delle gare di velocità di maggior richiamo per il nostro territorio, la famosa corsa in salita TRIESTE – OPICINA.

 

La celebre corsa triestina, soprannominata “La Monza in Salita” in relazione alle altissime velocità che le vetture in gara riuscivano a sviluppare lungo il sinuoso tracciato, fu disputata dal 1911 al 1971. Tuttavia, l’evento fu contraddistinto da due funeste battute d’arresto dovute all’avvicendarsi dei due Conflitti mondiali.

La prima edizione prese il via il 4 giugno 1911, quando la Città faceva ancora parte dell’Impero Austro-Ungarico, di fatto, il ricchissimo montepremi fu messo in palio dal Comune di Trieste e dall’Automobil Club di Vienna, coadiuvati da munifici patrocinanti locali appartenenti alla borghesia e all’aristocrazia locale.

Il capoluogo giuliano era a quei tempi il principale porto asburgico; esso rappresentava il crocevia di importanti traffici e commerci. Tale caratteristica ebbe precise implicazioni sociologiche nel tessuto cittadino, dato che il mercato emporiale così costituito favorisce la costruzione di una comunità mercantile eterogenea, anche se molto variegata sotto il profilo etnico. La città fu oggetto del progressivo insediamento delle comunità serba, greca, turca, austriaca, slovena, ecc. che si rivelò in grado di convivere nel rispetto delle rispettive tradizioni. La città dunque pullulava di imprenditori, industriali, notabili, nobili e anche di avventurieri.

Fu proprio grazie alla volontà di alcuni lungimiranti personaggi locali di spicco, quali i Parisi, i Dreher e la famiglia Thurn und Taxis, che si volle consacrare l’avvento dell’era dei motori attraverso l’esaltazione del mito dell’ardimento, della velocità e delle capacità umane. Il legame tra il mondo delle corse e la Città fu da subito forte e simbiotico; già nel lontano 1908 Trieste fu protagonista di un evento legato al mondo dei motori, ne è testimonianza una competizione “sul chilometro lanciato” organizzata sul Lungomare di Barcola, dove oggi sorgono i popolarissimi “Topolini”.


la_pri10La prima edizione del 1911 fu scelta come ultima e decisiva prova per l’assegnazione del “Premio dell’Industria” (del valore di 10.000 corone) messo in palio dal principe Eric Thurn und Taxis. La gara fu vinta da Hieronimus Otto, al volante di una Laurin & Klement (brand boemo successivamente ribattezzato Skoda).

La corsa ebbe grande successo e risonanza, ponendola tra le grandi classiche del passato: oggi, solo la Targa Florio (1907), l’Alpenfahrt (1910) ed il Rally di Montecarlo (1911) possono vantarsi di essere nati prima della Trieste Opicina. Le dame della Belle Epoque con i loro ombrellino e le gonnellone accorsero ad ammirare l’ardimentoso Conte Sasha von Kolowrat alla partenza dell’edizoine del 1911, mentre le famiglie con i loro cestini da pic nic si assiepavano lungo le di Conconello.

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Alla fine del Primo Conflitto mondiale la voglia di tornare a correre era troppa, questa volta l’organizzazione dell’edizione del 1929 spettò al neo costituito Automobil Club di Trieste. Vinse Achille Varzi su Alfa Romeo, mentre l’anno successivo fu la volta di Tazio Nuvolari che diede la prima vittoria alla Scuderia di Enzo Ferrari. A quell’epoca il patron del team non costruiva ancora automobili, ma utilizzava le celebri Alfa Romeo P2 e P3 opportunamente preparate. Da quella vittoria Enzo Ferrari fu particolarmente legato a Trieste e non mancò di partecipare alle edizioni successive. Furono ben nove le vittorie della Ferrari alla Trieste – Opicina, dato che da quel momento mise in campo le sue migliori vetture e i suoi migliori piloti.

La gara era orami entrata nell’Olimpo dell’automobilismo, allo start non mancavano i più celebri e blasonati costruttori: Lancia, Alfa Romeo, OM, Bugatti, Maserati, Salmson e Fiat.


Dopo la Seconda Guerra, rabberciata al meglio la città, accadde qualcosa di straordinario: furono gli appassionati locali a stringersi attorno alla ‘loro’ gara, rimettendola in piedi nonostante le mille difficoltà ed i mille problemi che attanagliavano questi territori in varie maniere torturati.

Fu una escalation: si aggiunsero le Osca, le Abarth, le Cisitalia, le Porsche, le Lotus, e a Trieste non mancò più nessuno per dipsutare una delle tappe più combattute ed ambite del Campionato Europeo della Montagna. Nessuno squadrone ufficiale voleva mancare a Trieste, nessun pilota affermato o di belle speranze, nessun appassionato privato con maggiori o minori disponibilità economiche voleva esimersi dal dare battaglia sul percorso che da Foro Ulpiano si snodava fino alla Casa Cantoniera di Banne.



Prima Tappa

Castello di Gorizia, Ribolla di Oslavia, Cepovan, Lokev, Kromberk, Komen, Stanjel, Lipica, S. Canziano, Confine Aperto, Borst, Koper, Trieste – Opicina, Monrupino, Goriansko, Monte S. Michele, Gorizia.

Seconda Tappa

Gorizia, Plessiva, Scriò, Tenuta di Angoris, Monticello, Cormons, Subida, Spessa, Lucinico, Calvario, Sagrado, S. Martino del Carso, Gorizia.

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